La convention al tempo di Twitter

Un immenso cartellone appeso al muro del Tampa Bay Timea Forum annuncia la convention repubblicana. In basso c’è la scritta #gop2012: questa è la convention al tempo di Twitter. Il Forum è ancora deserto, popolato solo da giornalisti e inservienti impegnati negli ultimi preparativi. Luci rosse, bianche e blu illuminano la grande sala, dove sono già pronte le sedie dei 2.288 delegati degli stati e dei territori americani che resteranno vuote anche oggi. Il palco da cui Romney accetterà la nomination è spazioso, di legno e con alcuni schermi luminosi alle spalle che dedicavano un silenzioso omaggio a Neil Armstrong, il primo uomo a mettere piede sulla luna morto sabato a 82 anni. Il palazzetto è ancora esplorabile, ma l’unico punto off limits è proprio il palco, sul quale una hostess impedisce di salire. Mentre sono in perlustrazione nella sala mi imbatto casualmente in una diretta a due di Cnn con Anderson Cooper e Wolf Blitzer, che in qualche modo mi ricordano la mia fortuna. Le sedie dei delegati sono divise per Stato e disposte in spicchi che puntano verso il palco, al fianco del quale una banda suona qualche canzone di prova. Davanti c’è il teleprompter che scorre offrendo un vecchio discorso non meglio identificato. Sugli spalti svettano gli stand delle grandi emittenti televisive americane, alcune già in costante collegamento da Tampa. Cnn ha centinaia di persone e nel pomeriggio ho visto tre pullman a noleggio con il cartello dell’emittente che penzolava a fianco del conducente. A dividere il palasport dalla sala stampa sono due tendoni bianchi e un sentiero recintato dal quale non si riesce a uscire. In sala stampa regalano una busta di gadget imbarazzanti: un paio di scadenti occhiali da sole di plastica, un ventilatore portatile bianco che non fa aria e una cremina solare. C’è anche il libro di Romney. La sala stampa è nel centro convegni dove l’ex governatore del Massachusetts organizzò l’election night lo scorso 31 gennaio, giorno delle primarie in Florida. Google ha una sala accanto all’ingresso, poi cominciano quelle dei grandi media americani. In fondo al largo corridoio c’è uno stand che fornisce giornali gratuiti e che già mi vedo saccheggiare nei prossimi giorni. Tampa sembra animata solo dalla convention. In strada si vedono solo i pass dell’evento, mentre i negozi e i ristoranti della zona sembrano tutti chiusi. Se le prime impressioni sono quelle giuste, il palasport e la sala stampa sono una cittadina a parte. Una volta entrati non ci sarà più bisogno di uscite. Ad averlo saputo mi sarei portato anche un sacco a pelo.

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2 Comments

Filed under convention, Usa 2012, viaggio

2 responses to “La convention al tempo di Twitter

  1. Marina

    Esilrante e preciso, Andrea devi frci un libro delle tue avventure repubblicane, davvero

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