Monthly Archives: May 2012

Soci sostenitori

Questo blog sarebbe morto in un giorno di febbraio, se non fosse stato per un centinaio di persone che, mosse da compassione o entusiasmo, hanno sfilato dai portafogli le proprie carte di credito mandandomi un aiuto enorme oltre oceano e soprattutto spedendomi in giro per l’America a inseguire repubblicani. Avevo chiesto 2.000 euro per contribuire alle spese di viaggio, mi sono stati donati 3.543,5 euro, che si sono trasformati in 4.600 dollari al netto delle spese di Paypal. Ho cercato di usarli nel modo migliore possibile, e spero che ognuno di loro sia stato contento dell’investimento. Io vi assicuro che grazie a loro mi sono divertito immensamente. Qua ci sono tutti i loro commenti. Questo e questo sono invece i post lasciati su internet da due donatori. Nel frattempo Romney si è assicurato la nomination, le mie prossime tappe saranno ora le convention di Tampa e Charlotte a fine agosto e inizio settembre. Il mio blog, in ogni caso, continuerà ad esistere.

Sono profondamente riconoscente a tutti voi, in rigoroso ordine di arrivo, che mi avete aiutato a essere una persona felice.

Marco Piattelli Palmarini, Francesco Costa, Vincenzo Fiorentini, Jacopo Cossater, Alessandro Giovannelli, Alessandro Prioni, Gianmario Mariniello, Giovanni Ganci, Jai Fournier, Luigi Cerutti, Mattia Rosi, Stefano Di Placido, Umberto Mucci, Letizia Dottorini, Daniele Bertinelli, Marta Casadei, Veronica Forcignanò, Lorenzo Marcon,  Vittorio Grechi, Antonio Polito, Mario Cenci, Filippo Galeazzi, Francesco Bufalari, Elena Guerrieri, Jacopo Gelli, Giulia Coletti, Giuliana Portoghese, Giulia D’Amato, Martina Zappia, Alberto Riva, Raffaele D’Amato, Giulio Borbon, Arianna Ciccone, Enrico Campione, Anna Guaita, Angelo Centini, Andrea Frenguelli, Pierdamiano Tomagra, Andrea Massimi, Guido Brunori, Matteo Lessi, Lucia De Stefani, Federico Soncini, Luca Ghislanzoni, Christophe Sollami, Eugenio Cervo, Mario Tedeschini Lalli, Francesco Cruciani, Claudio Severi, Nicola Flamigni, Michele Somma, Federico Cucinelli, Fabien Tepper, Regula Granger, Nicola Comelli, Ludovica Iaia, Lisa Durello, Alex Bosco, Antonia Risi, Laura Cossu, Simone Massi, Andrea Mincigrucci, Luciana Vergoni, Matteo Calabrese, Nicola Santoni, Francesco Meliota, Andrea Scantamburlo, Alberto Bellotto, Alessandro Pantano, Antonio e Cicì Zappia, Pablo Chiesa, Gaetano Di Tommaso, Lucia Corbucci, Silvio Riva, Christian Rocca, Mario Platero, Riccardo Mainetti, Vitaliquida, Martina Lucattelli, Giorgio e Marco Carlini, Thomas Diano, Francesco Piselli, Francesco Tosi, Valerio Ruggeri, Enzo Delvecchio, Francesco Mordeglia, Marco Reis, Carmine Savarese, Carola Noemi Buora, Salvatore Barresi, Antonio Preiti, Francesco Nigris, Giulia Giogli, Enrico Sola, Paolo Codega, Thomas Paggini, Giovanni Fumu, Luca Feliciani (che lo ha fatto al grido di Forza Ternana e verrà pubblicamente deriso in quanto tifoso di una squadra mediocre!), Francesca Berardi, Maria Giuliana Bianconi, Mario Lucarelli e Vincenzo Calabria.

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Hollande a New York

In un piccolo bar irlandese a un blocco da Washington Square Park, il parco su cui si affaccia la New York University, si sono radunati ieri i sostenitori di François Hollande, il neoeletto presidente francese. Il bar si chiama Murphy & Gonzalez, si trova al 21 di Waverly Place, ai margini del Greenwich Village, ed è irlandese probabilmente solo per metà, a giudicare dal nome. Dentro però sembrava di essere in Francia. Con un paio di amici ci siamo addentrati a bere una birra e respirare l’aria della Bastille, ma a differenza di Parigi, dove la giornata sembrava eccitante, a New York i festeggiamenti mi sono sembrati piuttosto sobri. Centocinquanta persone brindavano mentre i più anziani, seduti ai tavolini, mangiavano qualosa. Tutti gli sguardi erano rivolti alle televisioni appese ai muri, dove dominava il volto sorridente da funzionario di Hollande e da cui pendevano i cartelli con la scritta rossa e blu “Le changement c’est maintenant, François Hollande 2012”. Il brusio dei commenti in francese sovrastava le voci della televisione, ma cessava di colpo quando sullo schermo apparivano di volta in volta Yannick Noah, applauditissimo, Nicolas Sarkozy, accolto dagli ululati, e Marine Le Pen, a cui sono stati rivolti sonori booo all’americana. “Get out of here”, gli ha urlato un uomo da dietro di me. Quando Hollande è salito sul palco per il suo primo discorso da presidente è stato accolto da un boato, qualche canto e poi un silenzio surreale. Mentre parlava si sentivano solo le urla in sottofondo che arrivavano da Parigi. Le finestre del bar erano aperte e affolate da persone che dalla strada cercavano di seguire il discorso. Poi, all’improvviso, un urlo ha sovrastato le ultime parole di Hollande. Più che di gioia ho avuto però l’impressione che fosse un grido di liberazione.

E’ stata una festa sobria. Cinque anni fa però ero a Parigi con gli Sponk Studios. Era finita così.

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Sono tornato

Sono tornato a New York, tre giorni fa. Lunedí tornerò anche a scrivere sul blog con regolarità. È stato un mese di riflessione, passato in Italia a fare il visto. Nel frattempo le primarie sono finite. Santorum e Gingrich si sono ritirati mentre Paul è ancora in gara. Quest’anno poi si ritirerà dalla Camera dei deputati, a 77 anni è tempo di andare in pensione. Il mio amico Gary Johnson, l’ex governatore del New Mexico con cui feci una lunga corsa in taxi da East Village e Times Square a ottobre per intervistarlo, ha ricevuto oggi alla convention dei libertari la nomination del partito e a novembre sfiderà, senza nessuna speranza, Obama e Romney. Proprio il presidente ha cominciato oggi ufficialmente la sua campagna elettorale con due rally in Ohio e Virginia. Appena sarà nei paraggi andrò a vederlo, e potrò scriverne di più. Sempre oggi il cavallo I’ll have another ha vinto il Kentucky Derby sprintando sul finale. La buona notizia, comunque, è che sono tornato. E non vedevo l’ora.

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