Bourbon Street, il Mississippi e la vittoria di Santorum

La street car mi lascia a un isolato da Bourbon Street e vengo accolto dal suono di trombe e sassofoni prima ancora di addentrarmici. Attraverso Canal Street e comincio a camminare su Bourbon. Intorno a me vedo solamente ubriachi che urlano e turisti. Una sessantenne completamente tatuata fa i tarocchi in un angolo. C’è odore di vomito e sigaretta, che di tanto in tanto viene sovrastato da quello di carne alla brace. La musica a tutto volume che esce dai locali crea un frastuono confuso da luna park, mentre una prostituta sdentata, con la pelle nerissima e molto magra adesca clienti su vertiginosi tacchi di plastica, quasi totalmente nuda. Turisti di ogni età bevono grossi cocktail da bicchieri di plastica colorati. Un uomo spinge a fatica un enorme carrello per gli hot dog a forma di hot dog. Lungo la strada ci sono cinquantenni affacciati ai balconi in ferro battuto che sorseggiano cocktail e osservano la gente che passa urlando sotto di loro, con al collo le collane colorate del mardi gras. Una quarantenne robusta indossa una fascia fucsia con la scritta birthday girl, mentre il fidanzato magro e titubante la segue un passo indietro. Vedo un gatto al guinzaglio, gruppi di uomini che entrano nei gentleman’s club dopo averli scelti con cura sbirciando all’interno, enormi bicchieri di plastica traboccanti di birra. Vecchi ubriachi mi fissano immobili con uno sguardo perso e bieco. Scappo verso il Mississippi, che mi accoglie placido, marrone e calmo. Sento il verso dei gabbiani e vedo in lontananza un ponte di ferro e delle gru, mentre l’ultimo battello a vapore rimasto si allontana sbuffando e una chiatta si muove lentamente in mezzo al fiume. Resto a guardare il Mississippi incantato, come sempre affascinato dall’acqua, mentre il sole tramonta e Rick Santorum si assicura con largo margine la vittoria in Louisiana, ottenendo quasi il 50% dei voti e distanziando Romney del 22%. Un trionfo molto più ampio di quanto prevedevano i sondaggi, ma comunque ininfluente in termini di delegati. Gingrich finisce terzo, e il suo ritiro credo sia ormai imminente. L’unico aspetto importante della vittoria di Santorum è che in Louisiana i conservatori, che finora si erano divisi fra lui e Gingrich, hanno scelto compatti l’ex senatore italoamericano. L’unica speranza per Santorum è proprio questa. Ora dovrà conquistare per intero il voto dell’ala destra del partito e sperare in un contemporaneo passo falso di Romney. Il quale però ormai è cosí sicuro di avere la nomination in tasca che si è preso un finesettimana di vacanza dalla campagna elettorale e sabato è andato al cinema con i nipotini a vedere Hunger Games.

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