Correndo sulla Highway 61

Dopo aver percorso Illinois, Missouri, Arkansas e Tennessee, mi risveglio che è già mattina piena, in Mississippi. Ho dormito un’ora e mezzo, forse. Tutto intorno ci sono prati, campi arati e irrigati, qualche casetta di legno ai bordi della strada e alberi in lontananza. Insieme a noi corrono i cavi dell’elettricità, appesi a pali di legno spogli, alti non più di tre metri. Ci sono dei silos, dei macchinari per l’irrigazione e tanto fango, dopo le pioggie di questa notte. C’è un camion enorme parcheggiato nel vialetto di una casa minuscola. L’autobus mantiene una velocità costante, superiamo qualche camion e in lontananza di tanto in tanto spunta un ripetitore. Aziende agricole, trattori e rimorchi di camion parcheggiati uno a fianco all’altro appaiono all’orizzonte mentre incrociamo qualche pick up e poche monovolume. Stiamo percorrendo la Highway 61, proprio lei, quella di Bob Dylan. Una strada lunga 2.300 chilometri che da New Orleans arriva fino a Wyoming, cittadina di 8.000 abitanti in Minnesota a due ore da Duluth, dove Dylan è nato nel 1941 e dove fino a qualche anno fa la strada passava per andare a tuffarsi nel Canada. La Highway 61 è conosciuta anche come la strada del blues, visto che passa per Memphis, la Louisiana, e segue il corso del fiume Mississippi attraversandone il delta. Fra imponenti torri dell’acqua, ferrovie, baracche di legno, grandi supposte piene di metano, la strada prosegue dritta e a quattro corsie verso il Golfo del Messico. Proprio qua in Mississippi, a Clarksdale, la leggenda vuole che Robert Johnson, un giovane afroamericano che lavorava nelle piantagioni di cotone, abbia venduto l’anima al diavolo per ottenere in cambio l’arte del blues. Suonò agli angoli delle strade, nelle bettole del sud e morí nel 1938 a 27 anni, in tempo per diventare fonte d’ispirazione per bluesman leggendari come Eric Clapton. Nel frattempo il pullman tira dritto fra i magazzini prefabbricati, le baracche di latta, qualche roulotte, le prime chiese una accanto all’altra, qualche catasta di legname e piccoli centri abitati. I prati di un verde vivo si alternano da ore ai campi arati, manca solo il suono di un’armonica e un vecchio blues. Rimedio ascoltandomi Bob Dylan. Ci siamo infilati nella più pura America rurale.

Oh God said to Abraham, “Kill me a son”. Abe says, “Man, you must be puttin’ me on”. God say, “No”. Abe say, “What?”. God say, “You can do what you want Abe, but the next time you see me comin’ you better run”. Well Abe says, “Where do you want this killin’ done ?”. God says. “Out on Highway 61”.

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Filed under viaggio

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