Benzina gratis per tutti

Fra le persone che ho conosciuto a Birmingham c’è Steven, un ragazzo di 26 anni che a prima vista sembra un disadattato e invece è molto simpatico. Ha i capelli e la barba lunghi e un paio di occhiali anni ottanta con la montatura di metallo, e domenica notte ha rimorchiato una delle mie coinquiline, considerando il sorriso con cui mi ha salutato lunedì mattina quando se ne uscito di casa. Steven lavora per il ministero dell’agricoltura, ed è una specie di ghostbuster. Lavora all’aeroporto di Birmingham, e scaccia gli uccelli per impedire che si infilino nei motori degli aerei durante il decollo. “Hai presente quell’aereo che atterrò sul fiume Hudson, a New York”, mi dice. “Si era scontrato con uno stormo di uccelli ed è esattamente quello che io devo evitare”. Il suo lavoro mi fa letteralmente impazzire. Prima di andare a dormire Mindy cucina pancakes per tutti, c’è anche un reduce dell’appartamento di fianco, quello dove hanno una stanza intera dedicata al beer pong e dove si fumano canne nel basement. Il reduce non ha un nome comprensibile, probabilmente a causa dell’alcol, ma ha una lunga barba rossiccia che male si adatta ai suoi ventanni scarsi. Ha piccoli dilatatori neri ai lobi delle orecchie e un cappellino da baseball. Non lavora e non studia, ma si interessa al mio, di lavoro. Mi fa un sacco di domande, gli racconto qualcosa. “Spero non sia offensivo”, mi dice mettendo una mano in tasca e tirando fuori una manciata di dollari, da cui estrae una banconota da venti che cerca di darmi. Vuole aiutarmi, mi dice. “Amico mio non ti preoccupare, lo apprezzo ma non c’è bisogno”, gli dico. La cosa incredibile è che non gli avevo neanche raccontato della raccolta fondi. Lo ringrazio, ma lo aiuto a infilarsi i soldi in tasca.

Lunedì pomeriggio arrivano in città Santorum e Gingrich, che prendono parte a un forum presidenziale all’Alabama Theater davanti a tutti gli alti ranghi del partito repubblicano statale, che dimostrano chiaramente la spaccatura interna al ramo conservatore del partito. Il teatro è molto bello, le facce delle persone mi colpiscono. Sembra un po’ come essere in un film anni cinquanta. Introdotti da un concertino di musica bluegrass, Santorum e Gingrich rivolgono entrambi duri attacchi a Romney, il liberal del Massachusetts, e al presidente Barack Obama. Il discorso appassionato dell’ex senatore italoamericano riceve lunghi applausi, ma quando è il turno di Gingrich scatta la standing ovation. Furbo conoscitore del sud e della politica, l’ex speaker rinnova le sue promesse populiste e si scaglia contro le politiche energetiche della Casa Bianca, “che ha detto no alle trivellazioni e all’oleodotto Keystone, facendo schizzare il prezzo della benzina”. Qua hanno tutti una grande voglia di trivellare ogni angolo del paese, a quanto pare. Mentre torno a casa a piedi, come ormai tutte le mie sere a Birmingham, mi imbatto in un uomo che armeggia con dei cartelli. Si chiama Bob, ha sessanta anni e sta attaccando dei cartelli elettorali alla rete di recinzione di casa sua. Sono cartelli di Gingrich, con una pompa di benzina e una promessa esplicita: 2.50 al gallone. Bob mi dice di essere di ritorno dall’Alabama Theater, dove è stato colpito dalle parole di Gingrich e ha acquistato i cartelli. “Sai, non vedevo l’ora di andare in pensione per girare il mondo”, mi dice. “Ma con la benzina così cara ora non posso permettermelo. Ho anche messo in vendita il camper”. Vecchia volpe, Newt Gigrich, penso mentre mi arrampico sulla salita di casa fra il canto delle cicale e l’odore di erba tagliata.

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1 Comment

Filed under viaggio

One response to “Benzina gratis per tutti

  1. Librolandosi

    Stupendo questo nuovo racconto!
    Devo dire che fa impazzire anche me il lavoro del “Birdbuster” o “Spaventapasseri da aeroporto”…!!! :)))

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