La piccola azienda di Dennis

Il volo da Washington a Detroit è rapido e tranquillo. Appena un’ora e mezzo sopra una distesa di nuvole compatte che non lasciano intravedere nulla fino a che non spunta, pochi minuti prima dell’atteraggio, il lago Erie e una distesa di quartieri residenziali che almeno dall’alto non danno l’impressione di essere abbandonati. L’aereo è minuscolo, forse 50 posti, e accanto a me è seduto Dennis, un sessantenne di Gran Rapids con la pelle macchiata dagli anni. È pelato con radi capelli biondicci ai lati della testa e folti baffi curati. Indossa un paio d’occhiali, pantaloni di velluto marrone ed è molto gentile. “Sono sempre stato repubblicano”, mi racconta, “ma ora voto democratico”. Il cambio è avvenuto nel 2004. “Ho votato per il primo mandato di George W. Bush, poi per Kerry e ovviamente per Obama”. Dennis è il proprietario di una piccola impresa manufatturiera con un giro d’affari annuale di 3 milioni di dollari. Realizza parti d’auto per le grandi case automobilistiche di Detroit. “Prima lavoravo per un’altra azienda, poi 22 anni fa ho deciso di mettermi in proprio e ho rilevato questa”, spiega. “All’inizio i dipendenti erano otto, poi siamo arrivati fino a trenta”. Durante la crisi però le cose sono cominciate ad andare male. “Nel 2008 abbiamo perso tutto quello che avevamo accumulato per oltre quindici anni, ho dovuto mandare a casa metà dei dipendenti, ora però le cose stanno andando di nuovo alla grande”. Negli anni Dennis ha visitato stabilimenti in tutto il mondo, soprattutto in Sudamerica, dove ha imparato a leggere lo spagnolo, che però non parla. “Fiat ha fatto un ottimo lavoro qua”, mi dice. “E poi il bailout del presidente Barack Obama è stato fondamentale per salvare l’industria automobilistica”. Secondo Dennis Obama è un bravo presidente. “Durante la crisi Detroit si è svuotata, ma ora grazie al suo piano di salvataggio le cose stanno andando di nuovo bene”, spiega. “Anche la riforma sanitaria”, continua, “non è il massimo, ma è pur sempre un primo passo per combattere le lobby ospedaliere”. Il figlio di Dennis ha trent’anni. Dopo essersi laureato in economia aziendale in Michigan si è trasferito a New York, dove ha provato a scrivere per Mtv. “La crisi però non l’ha aiutato, e ora è tornato a casa e mi aiuta a portare avanti l’azienda. Sta facendo un ottimo lavoro. Sua madre spinge perchè si sposi, ma lui non ci pensa neanche, non è nemmeno fidanzato”. Nel 2008 suo figlio ha fatto il volontario per la campagna di Obama in Colorado. “Era entusiasta, ha anche passato due giorni con Michelle. Non faceva altro che ripetere che persona fantastica fosse”, ricorda Dennis. “Parlavano di basket e di politica”. Dennis è sorridente, educato. Sua moglie è di Detroit, ma hanno lasciato la città vent’anni fa per trasferirsi a Gran Rapids. “Nel western Michigan è pieno di elettori repubblicani, quelli della destra estrema e religiosa”, afferma, “ma sono convinto che alla fine qua vincerà Obama. Sono solo il proprietario di una piccola azienda, ma per me è un presidente business friendly, molto più di questi repubblicani”.

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One response to “La piccola azienda di Dennis

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