Mr. Conservative

“Dove vai, in Italia?”, mi chiede Servet vedendomo uscire di casa con il trolley. È il portiere del palazzo, ha i capelli castani sempre ben pettinati, è montenegrino e qualche volta usa qualche parola d’italiano, ma niente di più impegnativo di ciao e signore. Ha anche una passione per le “europeans”, come le chiama lui, le sigarette europee che non esita a chiederci ogni volta che usciamo di casa. Effettivamente sono completamente diverse e ci ha spiegato che dipende dagli anelli di roba chimica inseriti nelle sigarette americane per farle spegnere. “Vado in giro per l’America”, gli rispondo, “a seguire i candidati repubblicani”. Servet mi guarda e si mette a ridere di gusto. “Coraggio”, mi dice sorridendo in modo compassionevole e salutandomi con la mano. Effettivamente in molti hanno questa reazione, soprattutto perchè un gruppo di candidati cosí duramente conservatori, socialmente e economicamente, non si vedevano da tempo. Guardando i dibattiti sembra che l’asse politico americano si sia inclinato pesantemente a destra. Ieri però sono stato a cena da un’amica che mi ha raccontato una storia molto bella, quella del senatore dell’Arizona Barry Goldwater, nato a Phoenix nel 1909 quando l’Arizona era ancora un territorio (sarebbe stata annessa all’unione solo tre anni più tardi) e morto nel 1998. Soprannominato Mr. Conservative, grande oppositore del New Deal rooseveltiano, la figura di Goldwater è stata fondamentale per la rinascita dei conservatori negli anni sessanta. Fu senatore dal 1953 al 1965 e poi di nuovo dal 1969 al 1987, anno in cui il suo seggio fu vinto da John McCain. Nel 1964 ottenne la nomination repubblicana per sfidare Lyndon B. Johnson alle elezioni presidenziali. Vinse le primarie repubblicane con una piattaforma di estrema destra, subendo poi a novembre una delle sconfitte più larghe di tutti i tempi. Quell’anno i repubblicani erano cosí sicuri di perdere che scelsero il candidato con i più puri valori conservatori, quello più di destra, che si opponeva al big government. La sua campagna elettorale fallí, ma i suoi ideali hanno ispirato generazioni di repubblicani e viene tuttora ritenuto il padre dei conservatori moderni. Alcuni credono che lo stesso fenomeno stia avvenendo ora con Rick Santorum. Mitt Romney non stuzzica l’entusiasmo degli elettori, non convince, viene ritenuto un liberal del Massachusetts. I repubblicani potrebbero perdere le elezioni, ma almeno vogliono perderle con il candidato più conservatore possibile. Rick Santorum.

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