Quattro giorni dopo, a New York

A New York è un inverno atipico. Sono dieci piacevoli gradi e il sole si riflette sui grattacieli tutto intorno a me. Sono al trentestimo piano di un palazzo sulla 5th avenue, in quello che una volta era il mio ufficio e in cui spesso vado a cercare ospitalità. Sembra di essere sospesi in aria, a cento metri da terra, e se ti stendi vicino alle grandi vetrate sembra quasi di volare. Quando cala la sera, in basso, molto in basso, vedi le luci delle auto, gialle sulla 52nd street e rosse sulla 53rd. Ognuna col suo senso di marcia. Sui marciapiedi di Midtwon ci sono fiumi di turisti, per lo più italiani, francesi e spagnoli, e uomini d’affari in moto perpetuo. Dalla strada ogni tanto salgono i clacson o le sirene di polizia e pompieri, per il resto qua dentro ci sono solo le voci della Cnn e il fitto rumore di tastiera prodotto da tutti i miei amici di America24. Ognuno ha il suo ritmo, la sua intensità e la sua delicatezza di battuta. Sono passati quattro giorni da quando ho scritto il mio ultimo post, chiedendo aiuto per continuare questo viaggio. Da lunedì a oggi mi è arrivato ogni tipo di sostegno, a parole ed economico, e ho raggiunto l’incredibile cifra di 2.800,5 euro, che tolte le commissioni mangiate da Paypal sono comunque 2.673,23 euro. A farmi più piacere, ovviamente, sono state le parole d’incoraggiamento ricevute via Twitter, Facebook, email o qua, su Kapipal. Tutti questi amici saranno poi ringraziati in una pagina apposita, alla fine della raccolta fondi. Il mio viaggio dunque riprenderà fra poco più di una settimana in Michigan, dove Santorum ha scavalcato nei sondaggi Romney, che perdendo nello Stato dove il padre fu un celebre governatore negli anni sessanta subirebbe un durissimo colpo. Ho sentito parlare di Detroit come una città fantasma, abbandonata dall’industria automobilistica e dagli abitanti. Un anno fa ho visto queste foto incredibili tratte dal libro The ruins of Detroit, che mi hanno incuriosito. Proprio mentre i candidati repubblicani a caccia di consensi vendono nostalgia, come spiegava oggi Politico, ricordando i bei tempi del boom automobilistico e del padre governatore di uno stato prosperoso (Romney) o rammentando le umili origine operaie (Santorum), l’industria dell’auto capitanata da General Motors ha riportato però ottimi risultati trimestrali e annuali. La settimana prossima andrò finalmente a vedere di persona come stanno le cose.

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