Le Wedding Chapel di Las Vegas

Se disoccupazione e pignoramenti hanno messo in ginocchio Las Vegas, l’industria delle wedding chapel sembra non risentire poi troppo della crisi. Complici forse i troppi drink distribuiti gratuitamente dai casinò ai giocatori, “nell’ultima settimana abbiamo sposato fra le 50 e le 75 coppie”, mi dice Pam, dipendente della Pop-up Wedding Chapel che ha aperto il mese scorso sulla strip. “Offriamo diversi tipi di matrimonio”, mi spiega mentre una coppia omosessuale scende ridendo dall’altare con dei grossi anelli di gomma al dito. “Loro per esempio non si sono sposati davvero, ma per scherzo. Perchè il matrimonio abbia valore legale c’è bisogno della licenza matrimoniale, che costa 150 dollari”. La Pop-up Wedding Chapel offre “tre tipi di matrimonio, da 80, 125 e 195 dollari. Poi si possono aggiungere degli optional, come le rose o la serenata”, mi dice Pam allungandomi il listino dei prezzi. C’è un matrimonio “hitched in a hurry”, che per 80 dollari offre agli sposi una cerimonia, due lattine di champagne Sofia Coppola, due anelli di gomma e un album fotografico. Poi c’è la cerimonia “on a whin”, da 125 dollari, che prevede un bouquet di fiori di seta, quattro lattine di champagne Sofia Coppola, due anelli di gomma, due album fotografici, un party, due dolci e una tshirt. Infine il più caro, “going to the chapel” da 195 dollari, che in più ha sei dolci, 2 tshirt e una entrata Vip per quattro persone al Marquee, discoteca della strip. Alle tre offerte di base si possono aggiungere gli extra: la licenza da 150 dollari, un bouquet di rose da 60 dollari, una playlist “selezionata sul tuo iPod” per 10 dollari, una serenata per 10 dollari, un album fotografico per 10 dollari, il noleggio di un bouquet di fiori finti per 10 dollari e l’acquisto dello stesso bouquet per 50 dollari. Matrimoni per le taschi di ogni ubriaco. Nella sala ci sono una ventina di sedie disposte in file da sei, con in mezzo un corridoio che porta all’altare. Nelle prime file sono sedute le sagome degli invitati. “Poi ci sono sempre le cappelle tradizionali”, mi spiega Pam, “le trovi in ogni albergo e in centro. Sono quelle che avrai visto sicuramente in qualche film”.

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