Las Vegas, mormoni e pignoramenti

Jim e Deanna Daniels vivono al 9652 di Swayng Trees Drive, in una delle ultime case della periferia ovest di Las Vegas prima dell’inizio del deserto. Sono mormoni, sono sposati da cinque anni e hanno in totale dieci figli dai loro precedenti matrimoni, oltre a un numero imprecisato di nipoti. “A bez gma”, recita la targa della monovulume di Deanna, a busy grandma, una nonna impegnata. Jim lavora al front desk di un hotel di Las Vegas “nel quale non si gioca d’azzardo”, la loro religione non glie lo permette. Deanna è una dipendente della chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni, la chiesa mormone. Il Nevada è il secondo stato con più mormoni dopo lo Utah, mi raccontano. Siamo davanti alla loro casa che sorge fra una ventina di altre tutte uguali, metà delle quali sono state pignorate negli ultimi anni, con l’esplosione della crisi immobiliare di Las Vegas. Molte sono vuote, alcune ora occupate da nuovi inquilini. “Anche noi avremmo perso la nostra”, racconta Deanna, “se non fosse stato per l’aiuto della chiesa”. Molti di quelli che abitavano queste case andate perdute erano nell’industria edilizia, come anche Deanna, che una volta arrivata la crisi ha “smesso di gestire i nuovi progetti in costruzione, cominciando ad occuparsi delle proprietà della chiesa”. Solo per questo motivo abitano ancora nella casa che hanno comprato cinque anni fa, al momento delle nozze. Sul giardino sterrato della loro casa è piantato un cartello elettorale di Mitt Romney. Deanna spiega, quasi a a scusarsi, che il giardino non è curato perchè ancora non hanno deciso bene cosa farci. “Ho visto che Jennifer, qualche casa più giù, ha messo dell’erba sintetica. Potrebbe essere un’idea”, spiega. “Non ho votato Romney perchè è mormone”, racconta invece Jim, suo marito. “Credo che abbia le risposte giuste a questo momento economico”. Jim indica le case pignorate intorno alla loro. “Due case più in là ce n’è una pignorata, e anche quella con la bandiera americana. Poi ci sono quelle due nell’angolo e anche le due accanto alla nostra, da questa parte. Nei quartieri residenziali di Las Vegas sono state pignorate almeno un terzo delle case negli ultimi due o tre anni”, continua. “Nel nostro quartiere direi la metà. La causa è la disoccupazione, qua la situazione è drammatica, e i numeri reali sono molto più alti di quello che dicono”. Jim è convinto che l’esperienza di Romney a Bain Capital, dove prendeva piccole imprese in crisi e le ristrutturava a costo di sacrifici e licenziamenti, sarebbe d’aiuto per questo paese. “Lo seguo dalle Olimpiadi invernali di Salt Lake City del 2002, dove ha fatto un lavoro grandioso”, spiega Jim. “Io ho fatto il volontario a quelle di Los Angeles nel 1984 e so quanto sia difficile gestire i giochi olimpici”. A Jim piacciono anche i valori della famiglia ostentati da Rick Santorum, come gli piaceva Jon Huntsman. “Lui però era debole, mentre Romney è la persona giusta. Certo, essere mormoni qua aiuta. Obama avrà serie difficoltà a vincere in Nevada”. Anche Deanna è fortemente convinta che Romney sia “la persona giusta per ricostruire questo paese. Ci servono posti di lavoro e abbiamo bisogno di fermare i pignoramenti e gli short sale (le vendite allo scoperto). E’ triste vedere il nostro quartiere così”, dice indicando con la mano le case disabitate intorno alla loro. “Seguo Romney dalle scorse elezioni. Mi piace anche Santorum, il fatto che sua moglie stia a casa con la figlioletta malata. Avrei fatto lo stesso. Gingrich neanche lo ascolto, su Paul non mi esprimo proprio”, prosegue Deanna. “Obama in Nevada avrà grandi difficoltà, non ha prodotto quello che prometteva”. Jim mi racconta poi della chiesa mormone in Italia, “ci sono un paio di sedi dalle parti di Roma”, mi dice. “Io però sono stato in missione in Australia, un territorio molto difficile dove convincere le persone, è la metà per le missioni di tantissimi giovani mormoni”.

Jim e Deanna Daniels davanti alla loro casa

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