St. Petersburg, la provincia

Nelle ultime 72 ore ho speso 8 dollari. Qua a St. Petersburg è la stagione delle fragole e a breve ci sarà un grande festival. Questa è la calda provincia americana, una città di 250.000 abitanti affacciata sulla baia di Tampa, in Florida. A St. Petersburg alle undici del sabato mattina i boy scout bussano alla porta proponendo popcorn o lavoretti in cambio di un’offerta. Nella casa di Paolo si respira l’odore del legno, un odore tipico delle case americane e che mi fa impazzire. A New York l’ho sentito solo una volta. È un odore che è più forte nei basement o nei garage, ma che avvolge le case e le rende calde, vissute e familiari. Questa è la provincia della Florida, una città abitata da pensionati e da rifugiati serbi o cambogiani, per lo più, che si mischiano a cubani e haitiani. È una città tranquilla, silenziosa, ordinata, che ospita il museo di Dalí con la collezione più grande al di fuori dell’Europa. Una dopo l’altra si mettono in mostra tante villette, tutte diverse ma curate nei dettagli allo stesso modo. Il prato è tagliato, le siepi potate. Sul quartiere residenziale veglia una torretta. Sembra un minareto, ma è la torretta del country club. Le case lungo la baia hanno tutte una barca parcheggiata davanti come fosse una vespa. Molti hanno un pontile privato, delimitato da un cancello col numero civico. Ci sono tantissime case degli trenta e quaranta, che una volta erano case di vacanza per i newyorkesi e i bostoniani, che passavano qua un mese intero d’estate. Ora a venire qua sono più i pensionati del nord e del midwest, Michigan, Wisconsin, Illinois, mentre quelli più esuberanti di New Jersey o New York preferiscono l’altra costa, fra Ft. Lauderdale e Miami. Questa è l’America dei fondi pensione e di una vecchiaia felice, dove i pomeriggi sono sempre caldi allo stesso modo. Sul viottolo che costeggia il mare s’incontrano vecchie signore che camminano veloci come gli ha intimato il dottore, con una bottiglia d’acqua sotto braccio. A loro si alternano di tanto in tanto ragazzini di liceo con lo skateboard o in bicicletta. Uno di loro parla con la madre seduto su una panchina di fronte alla baia. Avrà dodici anni e tortura con le dita le sue prime chiazze di barba. In mare passano tantissime canoe e parecchi pellicani. Sopra la baia intanto
un aereo romba lentamente trascinando uno striscione bianco con una scritta rossa: “Vote for Ron Paul”.

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