Aggiornamento da Miami delle 19.30

Oggi pomeriggio, dopo aver scritto un paio di articoli sul duello di ieri sera al dibattito di Tampa fra Newt Gingrich e Mitt Romney, con tanto di dichiarazione dei redditi rivelata da Mitt nella notte, decido di tornare in spiaggia. Mentre penso a Romney che nel 2010 ha guadagnato 21,7 milioni di dollari pagandone appena 3 di tasse e a Gingrich che invece continua a crescere nei sondaggi isolandosi da Ron Paul e Rick Santorum in qualità di vero sfidante dell’ex governatore del Massachusetts, cammino su Lincoln Road. L’ala destra del partito repubblicano, penso, sembra abbia scelto Gingrich come proprio candidato. Anche qua in Florida Santorum e Paul sono staccati di venti punti nei sondaggi, tanto che Paul non è neanche venuto a fare campagna elettorale. Santorum invece digrigna i denti come suo solito e farà un po’ meglio delle aspettative. Fra l’altro domani arrivano qua a Miami Romney, Gingrich e Santorum. Per strada è tutto un pullulare di menù e happy hour a metà prezzo, un ristoratore italiano urla “Zico, Quagliarella” mentre mostra a possibili clienti le foto che ha sull’iPhone dei vip passati per il suo ristorante. La varietà di tacchi alti vista a Miami non l’ho mai trovata neanche su una rivista di moda. Lo stesso per la quantità dei tatuaggi, che ho visti disegnati in praticamente ogni parte del corpo: sulle spalle, sulla shiena, sopra il sedere, sulle cosce appena sotto il sedere, su entrambe lo stesso tatuaggio fra l’altro, e poi caviglie, mani, piedi, gomiti, spalle, avambracci, polpacci e tutto il resto. Arrivo a casa, lascio il computer e mi dirigo in spiaggia. Dopo quasi tre anni in America continuo ad aprire le porte al contrario. Mentre cammino mi arriva l’email della Cnn che mi conferma l’accredito per il dibattito di Jacksonville.

Sorrido, e rispondo che sarà più che sufficiente. Questo comunque significa che mi devo trovare un posto per dormire giovedì sera. Continuo a controllare il conto in banca sperando che aumenti a sorpresa.

Per fortuna sul conto americano ho ancora poche centinaia di dollari. Jacksonville. Mi domando come si faccia a costruire una città in Florida non sul mare. Va beh, non è lontanissimo, però mi resta il dubbio. Per la prima volta in America incrocio un nordafricano. In realtà sono tre, seduti al tavolino di un bar. Arrivo in spiaggia. In alcuni frangenti i palazzoni di Miami Beach mi ricordano il lido dei Pescatori di Torrette di Fano, spiaggia di riferimento della classe operaia perugina. Questi solo più alti, ma da bambino quelli di Torrette mi parevano enormi. Ho fatto il bagno al tramonto con i boxer. Effettivamente l’acqua era caldissima, fra dentro e fuori non c’era nessuna differenza. Mentre me ne restavo guardingo vicino alla riva, timoroso degli squali, o soprattutto dei racconti sentiti, quattro ragazzine ispaniche si dirigevano allegre al largo. Sentendomi ridicolo, e continuando a buttare un occhio verso i quattro americani seduti a riva a cui avevo affibbiato i miei averi, faccio le mie classiche quattro bracciate quattro, un paio di metri più avanti. Sempre in boxer, fradici, sono tornato a piedi fino a casa, pantaloncini in spalla. Nessuno mi ha detto niente, non mi ha neanche guardato nessuno. Una versione peruviana di Hey Jude, più lenta e con strumenti andini, stona completamente con l’atmosfera circostante un paio di isolati prima di casa. In giro c’è spesso odore di sigari, che vendono anche con i cestini da picnic fra i tavolini dei bar. Dario sta per passare a prendermi, stiamo per andare a Versailles, il ristorante cubano.

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1 Comment

Filed under viaggio

One response to “Aggiornamento da Miami delle 19.30

  1. La frase sul conto corrente che speri aumenti a sorpresa denota una genialità editorial/giornalisitica di altissimo livello.

    Andrea sei uno dei migliori, o come dici tu, sei un frego bulissimo

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