Interstate 95

Nella notte siamo arrivati fino a Orlando e ora puntiamo su Fort Lauderdale e poi finalmente Miami. Ho ancora quattro ore di viaggio che in realtà mi sembrano pochissime. Allo scalo di Orlando ho perso quasi tutti i miei compagni di viaggio, fatta eccezione per il cubano senza una falange. Anche questo autista, come i due precedenti, impartisce ordini con una cantilena da speaker del Madison Square Garden. Ieri sera sono sceso verso sud lungo la interstate 95, una strada lunga oltre 3.000 chilometri che dal Maine, al confine col Canada, attraversa per lungo l’America fino a Miami, seguendo l’oceano quasi parallelamente e toccando quindici stati. È la strada che tocca più stati in America. Passa anche per New York, uptown. Dovremmo riprenderla verso Palm Bay, fra un’oretta. Penso a Charleston per l’ultima volta, quando sarò a Miami sarà ora di guardare avanti. Kayleigh cucina verdure speziate, non è mai stata a New York e non si è ancora abituata ai cellulari con internet. Le ultime due cose che mi hanno lasciato di stucco. A Charleston sono stato bene, ho lavorato bene e la città mi è piaciuta. Senza considerare la vittoria a sorpresa di Gingrich. Mi sono divertito e sono stato anche su una portaerei.

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