Gli americani e l’Italia

Sto aspettando il mio fried shrimp po boy da Jestine’s Kitchen, un ristorantino del sud che mi ha conaigliato Kayleigh. Non ho mangiato praticamente nulla e sono le 5. Stamattina mi sono infilato da Stabucks, il mio ufficio con succursali in tutta America, e ho preso il mio solito lemon pound cake e green tea, visto che da quando ho smesso di fumare ho anche smesso di prendere caffé. Ad ogni modo stavo ripensando ai due signori con cui ieri ho diviso la navetta dall’aeroporto. Uno dei due era venuto a Charleston con la moglie dal Maryland per fare una sorpresa alla figlia che oggi compie trent’anni. Mi dice di essere stato a New York due settimane fa e di essere andato al Guggenhaim con uno dei suoi figli. Non sapeva che dentro non avrebbe trovato nulla appeso ai muri, ma solo la roba di Cattelan che penzolava dal soffitto. Le idee di Cattelan gli sono piaciute un sacco. Non me lo sarei aspettato. In particolar modo il cavallo. L’altro signore è un appassionato d’opera di una sperduta contea della Pennsylvania. Sembra Steve Buscemi un po’ più vecchio e pettinato. Mi chiede della scala e mi racconta un aneddoto sul Don Giovanni. Ovviamente sa tutto sull’opera. Poi mi chiede se conosco Spoleto, gli spiego che vengo da là vicino. Ebbene, a Charleston c’è l’edizione americana del festival di Spoleto, mi dice. Non ne avevo idea. Evito di dirgli che non ci sono mai stato, al festival di Spoleto. Nel frattempo è arrivato il po boy.

Advertisements

Leave a comment

Filed under viaggio

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s